Chiesa Prepositurale

Storia

Una chiesa probabilmente dedicata a S. Lorenzo era già presente prima del ‘400 la quale venne sostituita dal conte Prevosto Martinengo, feudatario del luogo, con un’altra che però nel 1457 risultava ridotta “come una spelonca di ladri”. Fu il conte Antonio Martinengo a costruirne una nuova in un posto migliore nel 1462 (rimanendo in diocesi di Cremona fino al 1787). Intorno al 1580 Gaspare Martinengo fece pavimentare e tinteggiare l’edifico e costruire il campanile.

Nella visita pastorale del 20-21 aprile 1820 il vescovo Nava trova una chiesa “sufficiente per la popolazione ma quasi minacciante di rovina”. Bruttissima a vedersi la troverà al suo ingresso, il 16 agosto 1829, il prevosto Achille Berlucchi. Inoltre era diventata piccola per la accresciuta popolazione; il soffitto era “a tavelloni”, il pavimento in cotto, gli altari asimmetrici, le pitture scolorite, le pareti scrostate e ammuffite. 

Nel 1836 il prevosto Berlucchi assieme al curato don Salvoni diedero il via alla ristrutturazione del presbiterio, alla costruzione del coro e della nuova sagrestia che venne completamente arredata. L’opera venne poi continuata dal prevosto Delfarini che ristrutturò gli altari “disuguali e difformi” dando la forma e dedicazione attuali; commissionò l’organo alla ditta Amati di Pavia (1867) e fece costruire da artigiani del paese la cantoria e il pulpito. 

Alla fine del XIX secolo, sotto la guida di don Omobono Fiora, si ebbe il prolungamento della chiesa e la costruzione della nuova facciata e sagrato ad opera dell’architetto Luigi Arcioni, le nuove decorazioni interne e nuove pale e tele.
Don Giovanni Marinelli tra il 1909 e il 1923 fece rifare il pavimento, migliorò l’altare maggiore e pose gli zoccoli in marmo alle lesene. Ricostruì la torre campanaria danneggiata il 27 gennaio 1922 dal crollo di una campana che sfondò tutti i piani intermedi finendo in sagrestia. Il nuovo campanile venne progettato dal prof. Luigi Tombola e dotato di un concerto di otto campane (più una campana di richiamo) fuse dalla ditta Ottolina di Seregno e benedette il 22 marzo 1923 dal vescovo ausiliare di Brescia, mons. Bongiorni. 

Altri importanti lavori vennero eseguiti tra il 1944 e il 1946 dal prevosto don Faita che fece abbattere le abitazioni, le stalle e i fienili addossati alla chiesa. Fece restaurare le decorazioni a stucco della volta dai fratelli Rubagotti di Coccaglio insieme al cornicione, alle lesene e ai capitelli.
Rifatta in pratica completamente tra la metà dell’800 e la metà del ‘900 la chiesa venne riconsacrata il 12 ottobre 1946, mentre il 7 dicembre 1950 vennero inaugurati i restauri esterni.




Breve guida artistica

La chiesa è dedicata a S. Lorenzo raffigurato nella pala centrale del presbiterio nell’atto di presentare i poveri al prefetto Daciano. La tela è opera di Giuseppe Riva (1895). Dello stesso autore sono le due grandi tele ai lati del presbiterio raffiguranti “Il trionfo dei martiri” (1899) e “Gesù tra i fanciulli” (1890-1910).
 
Nella navata sono collocati gli altari dedicati al S. Cuore, al Transito di S. Giuseppe (tela di Enrico Scuri, 1873), di S. Luigi, di S. Carlo (tela di Giovan Battista Crespi detto il Cerano, 1625-1632), di S. Antonio di Padova (tela di Mondini Giacomo, prima metà dell’800) e della Madonna del Rosario.

Nella volta del presbiterio e nel catino absidale troviamo gli affreschi del Guadagnini di Esine “Gloria del Santissimo Sacramento” (1875) e “moltiplicazione dei pani” (1875). Nella volta della navata: tondi con i 12 apostoli e affreschi raffiguranti S. Lorenzo che riceve i tesori da papa Sisto II, l’Assunzione di Maria, la Trasfigurazione, la Crocifissione, l’Ascensione al cielo e il Martirio di S. Lorenzo.

Nelle campate vicine al presbiterio due affreschi novecenteschi di Angelo Rubagotti (la Natività e la Visitazione) mentre nelle campate vicine all’atrio affreschi del Guadagnini (il Battesimo di Gesù e l’Annunciazione).
Nella cappella ove era ospitato il settecentesco fonte battesimale (ora in presbiterio) si conserva uno strappo di affresco del XVIII secolo raffigurante la Pietà (donato alla parrocchia nel 2016 dalla signora Angela Podavitte).

Nell’atrio della chiesa troviamo i due confessionali lignei (1880-1910) sormontati dalle statue in legno di S. Francesco d’Assisi e S. Caterina d’Alessandria (seconda metà dell’800)

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